C’è un diritto alle pari opportunità per le persone con sindrome di Down

In occasione della Giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, ieri, il mio articolo comparso su Avvenire (pagina 12).

Diritto alle pari opportunità. È quanto richiedono le persone con sindrome di Down (Sd), in occasione della Giornata nazionale loro dedicata che si celebra oggi. Infatti il messaggio “Siamo diversi. Tra noi” scelto dalle associazioni di genitori e persone con Sd (Coordown onlus) vuole indicare la necessità di guardare le capacità di ciascuno, come testimoniano in modo semplice ma efficace le otto storie che il Coordown presenta attraverso brevi filmati (disponibili sul sito http://www.coordown.it) di giovani tra i 23 e i 37 anni inseriti in diverse realtà lavorative, dal nord al sud del nostro Paese. E tuttavia, come sanno bene tutte le famiglie in cui è presente una persona con sindrome di Down, ancora molto resta da fare in termini di accettazione, offerta di occasioni di crescita e sviluppo, integrazione nella società.
Per questo la Giornata nazionale – con le manifestazioni in diverse piazze d’Italia, con gli stand che offrono informazioni e distribuiscono un “messaggio di cioccolato” del mercato equo e solidale, gli spot televisivi – vuole presentare la realtà di persone che, se partono ad handicap, hanno tutte le possibilità di un favorevole inserimento nel tessuto sociale. Lo spot televisivo può sembrare utopistico: un datore di lavoro rifiuta un ragazzo con sindrome di Down, salvo poi chiamarne subito dopo un altro, adatto al posto di lavoro disponibile. Questa – sostengono le 73 associazioni del Coordown – dovrebbe essere la regola: ciascuno viene valutato per le sue capacità e caratteristiche. Come dimostrano le otto storie pubblicate dal Coordown. C’è Spartaco, 37 anni, operaio a Mechanica, azienda in provincia di Pordenone; Sandra, 23 anni, ausiliaria in asilo nido ad Azzano Decimo (Pordenone); Matteo, 30 anni, aiuto cuoco e lavapiatti nel ristorante “Ugo il pirata” di Genova; Nicola, 32 anni, che lavora nella cooperativa sociale “Il germoglio” che gestisce una fattoria biologica in provincia di Rieti; Alice, 23 anni, commessa presso un negozio di calzature Deichmann nell’hinterland milanese; Simone, 28 anni, impiegato in una multinazionale con sede a Milano; Giorgia, 26 anni, impiegata in una società del gruppo Fs a Roma; Francesco, 32 anni, capo sala in un McDonald’s di Napoli. Otto persone con la sindrome di Down, con caratteristiche diverse che hanno un lavoro a tempo indeterminato, perché – dopo un percorso formativo – hanno trovato qualcuno che ha dato loro questa possibilità.
La stessa possibilità che ha avuto Annalisa, prossima a compiere 31 anni, che da quasi tre anni lavora in un superstore Esselunga in provincia di Monza: «Lavoro 5 ore al giorno dal lunedì al venerdì. Mi occupo della sistemazione degli scaffali». Ma le capita anche di dare informazioni ai clienti. L’inserimento è stato relativamente semplice: dopo l’istituto professionale di formazione lavoro per quattro anni, ha svolto alcuni impieghi in diverse cooperative (Arcore, Concorezzo, Monza), ma sentiva l’esigenza di fare di più. Inserita nelle liste del collocamento speciale, ha fatto domanda all’Esselunga: «E sono stata chiamata. Dopo un anno di prova, mi hanno assunto. Mi trovo bene e mi trattano bene». Una vita cui non mancano soddisfazioni anche fuori dal lavoro: dal nuoto agonistico con tre allenamenti la settimana a Monza (che l’ha portata la scorsa settimana a gareggiare a Malta) alla passione per il ballo, al corso di computer. E viste le prossime nozze del fratello «avrò una stanza tutta per me, da dipingere di bianco e rosso, i colori della mia società di nuoto».
Dalla Lombardia alla Sicilia. A Noto (Siracusa) una possibilità per il suo futuro la cerca anche Carlo, 19 anni, neodiplomato dell’istituto alberghiero («ho preso 80 su 100» dichiara con orgoglio). La scorsa primavera, grazie a un progetto di Consolidas (consorzio di cooperazione sociale) in collaborazione con l’Istituto nazionale del dramma antico, ha svolto per 30 giorni il lavoro di maschera al teatro greco di Siracusa, durante le rappresentazioni classiche: «Dovevo conoscere bene tutti i settori, e saper indicare agli spettatori dove era il loro posto». Ma la grande passione di Carlo è la batteria: «Suono da sette anni e mi piace molto». Carlo ha mostrato di avere grande talento per questo strumento, che ha suonato in diverse esibizioni pubbliche nei festival della musica estivi a Noto e a Pachino. Ha già fatto alcune esperienze in piccoli gruppi del territorio, e può vantare addirittura una prova con la band del suo cantante preferito: Ligabue. Grazie all’amico fotografo Salvo Cataneo ha realizzato il dvd “Viva la musica. Omaggio a Luciano Ligabue”, in cui suona alcuni brani famosi del cantantautore reggiano. Ora Carlo cerca qualcuno che voglia valorizzare le sue capacità musicali.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...