Sla, investiti nella ricerca quasi 10 milioni

Il punto sugli studi finanziati da Arisla in Italia nel mio articolo pubblicato oggi su Avvenire.

arislaQuasi dieci milioni di euro sono stati investiti per sostenere le ricerche sulla sclerosi laterale amiotrofica (Sla) dalla Fondazione Arisla dalla sua nascita nel 2009. Lo ha sottolineato il presidente Alberto Fontana nel suo intervento al sesto Convegno Arisla: «Nuove prospettive di ricerca per un futuro senza Sla», in cui sono stati presentati i progetti pilota finanziati grazie alla «chiamata» rivolta ai ricercatori nel 2014. Oltre ai risultati della ricerca, commentati dal direttore scientifico di Arisla Giulio Pompilio (cardiologo «prestato» alla neurologia), una chiamata alla responsabilità verso il paziente – vero destinatario degli sforzi scientifici – è venuta da Mario Melazzini, presidente Aifa, a lungo presidente dell’Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica (Aisla).

Fontana ha ricordato che grazie a otto bandi di ricerca (e grande aiuto è venuto dall’Ice Bucket Challenge: le «secchiate» di acqua gelida per richiedere donazioni), Arisla ha finanziato 56 progetti: 34 di ricerca di base, 11 di ricerca traslazionale, 7 studi clinici e 4 di ricerca tecnologica. L’agenzia di ricerca sulla Sla (fondata da Aisla, Telethon, Fondazione Cariplo, Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca e lo sport) ha erogato finora 9 milioni e 731mila euro a oltre 105 gruppi in Italia, che hanno coinvolto 244 ricercatori (90 con meno di 40 anni e 136 donne, sottolinea Fontana) con 74 contratti di ricerca. «Oltre 13mila persone ci hanno sostenuto con il 5 per mille – ha aggiunto Fontana – fidandosi del nostro buon uso delle risorse: il 75% viene investito direttamente in ricerca, che ha dato origine a oltre 130 pubblicazioni». E la campagna di raccolta fondi è attiva (fino al 31 ottobre) con un sms al 45528.

Nel suo videomessaggio Mario Melazzini ha sottolineato l’importanza di investire sul capitale umano, cioè sui ricercatori e ha anticipato che è stato appena «approvato dal consiglio di amministrazione di Aifa il bando per la ricerca 2016 (presto sul portale di Aifa) con deadline al 5 dicembre prossimo che mette a disposizione risorse per quasi 40 milioni».

«Tra i diversi progetti presentati – osserva Giulio Pompilio – mi piace segnalare quelli di Giuseppe Pignataro, giovane ricercatore dell’Università di Napoli Federico II, che ha mostrato i dati relativi all’alterazione del metabolismo del calcio, in relazione alla comparsa della malattia; e di Francesca Granucci dell’Università Milano-Bicocca, che ha applicato in ambito Sla la sua grande esperienza nel campo dell’immunologia e dell’infiammazione». E aggiunge: «Un grande contributo al dibattito scientifico è stato dato dalla lectio magistralis di Kevin Talbot,dell’Università di Oxford, il quale ha sottolineato la necessità e l’urgenza di avere modelli preclinici affidabili di malattia, utili a una rapida traslazione al letto del paziente. Il professor Talbot ha presentato in particolare i dati relativi alla caratterizzazione di un nuovo modello murino portatore della proteina TDP-43 mutata, coinvolta nell’insorgenza della Sla; in seguito ha mostrato i risultati di un lavoro di messa a punto della tecnologia per la purificazione di cellule motoneuronali derivate da Ipsc, cellule pluripotenti indotte, ottenute da cellule della pelle di pazienti affetti da Sla, da utilizzare come modello di malattia sia per lo studio dei meccanismi che sottendono alla sua insorgenza, sia per l’identificazione di nuove potenziali strategia terapeutiche». Infine grazie alla Fondazione Bracco sono stati premiati due giovani ricercatori, Giulia Romano e Antonio Vallarola.

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