I malati di tumore parlano di che cosa hanno bisogno (oltre alla guarigione)

20180725_103100Le malattie tumorali sono combattute sempre meglio dalla medicina. Le necessità dei pazienti tuttavia non si limitano alle cure cliniche, ma abbracciano un ampio ventaglio di situazioni, strumenti e procedure, la cui importanza può sfuggire anche agli addetti ai lavori. Per trovare soluzioni ai bisogni e ai desideri dei malati di cancro è stata lanciata l’iniziativa iAMGENIUS, che vuole dare la parola proprio a chi è toccato in prima persona dalla malattia, stimolando insieme una gara di creatività digitale. Promossa dall’azienda farmaceutica Amgen, con la collaborazione di Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma onlus (Ail) ed Europa Donna Italia e con il patrocinio di Fondazione Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), iAMGENIUS prevede tre fasi: la prima prevede l’ascolto della voce dei pazienti, attraverso il sito www.iamgenius.it, e terminerà il 30 settembre prossimo. Seguirà la valutazione e la selezione da parte di una giuria di esperti di tutti i suggerimenti e le richieste pervenuti (seconda fase) per presentare quelli che meglio si prestano a essere realizzati attraverso strumenti informatici a una platea di altri esperti, quelli dell’hi-tech e del web, che in una “maratona” dell’innovazione (terza fase) che si svolgerà a Roma in novembre, avranno 24 ore di tempo per trovare le soluzioni più adeguate. Al termine, la stessa giuria premierà due proposte (una per i pazienti con tumori solidi, l’altra per quelli con tumori del sangue) che più potranno essere utili per i malati. 

Una platea di circa 3 milioni e 300mila persone vive oggi in Italia dopo aver ricevuto una diagnosi di tumore. La prima richiesta è ovviamente chiede di guarire: la sopravvivenza a 5 anni è del 54% per gli  uomini e del 63% per le donne (in crescita del 24% dal 2010), ma i tumori rappresentano tuttora la causa di un terzo dei decessi, oltre a comportare gravi impatti sul lavoro e sui familiari e sui caregiver in genere (dati provenienti da Aiom, Associazione italiana registri tumori e Osservatorio sulla condizione assistenziale dei malati oncologici). Alla presentazione di iAMGENIUS – nei giorni scorsi a Milano – Paolo Corradini, presidente della Società italiana di ematologia (Sie) ha indicato i fattori che hanno migliorato la risposta clinica alla malattia oncologica negli ultimi anni: la diagnostica molto più precisa, i nuovi farmaci (che hanno raddoppiato la sopravvivenza nei casi di mieloma multiplo) e l’immunoterapia (sia anticorpia sia la nuovissima Car-T). Anche Sergio Amadori, presidente Ail, ha sottolineato il ruolo dell’immunoterapia, che è diventato il quarto pilastro delle cure accanto a chirurgia, radioterapia e chemioterapia. Alessandro Comandone (consigliere di Fondazione Aiom) ha ricordato il cambio di passo che si è registrato nelle cure negli ultimi dieci anni, grazie alle campagne di screening, a un approccio sempre più multidisciplinare contro le malattie e alle nuove armi terapeutiche. Rosanna D’Antona, presidente di Europa Donna Italia, ha evidenziato l’importanza di fare rete e di sviluppare le Breast Unit per dare risposte a 360 gradi alle pazienti, cui la diagnosi di tumore al seno viene a sconvolgere la vita. 

Tutti gli esperti hanno auspicato un’ampia partecipazione dei pazienti all’indagine, in modo da ottenere informazioni di qualità che possano migliorare l’umanizzazione delle cure, che può passare – come rilevato da un primo consiglio proposto – anche dal ridurre il peso della documentazione cartacea che il malato si porta appresso nel corso dei suoi controlli clinici. André Dahinden, presidente e amministratore delegato di Amgen Italia, ha ricordato sia l’impegno dell’azienda in programmi specifici di assistenza ai malati, sia i progetti di miglioramento dell’educazione scientifica sostenuti da Amgen Foundation, rivolti agli insegnanti, agli studenti delle scuole superiori e agli universitari. 

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