Dante e l’Europa del dopo Brexit

Portrait_de_DanteIntreccio tra storia letteraria e politica su Avvenire nella prima pagina di Agorà. L’elzeviro di Gianni Vacchelli si confronta con l’eredità dantesca che ancora può giovare all’Europa, l’articolo di Riccardo Michelucci interpella lo scrittore scozzese Allan Massie, che esprime i dubbi sul futuro della sua «piccola» patria (la Scozia) dopo la Brexit.

Vacchelli osserva che l’Europa sembra essersi smarrita in una «selva oscura» ed «è unita soprattutto all’insegna di un economicismo ormai assolutizzato: il dominio dell’economicismo mette non solo al bando il politico, ma anche il simbolico, lo spirituale, l’umano stesso, in una deriva che non può non essere esiziale». Viceversa «l’uomo dantesco – scrive Vacchelli – è profondamente radicato dentro di sé e insieme aperto all’altro e alla polis dell’umanità intera e dei viventi tutti. In questo senso il simbolo dell’Impero in Dante va riletto nella sua attualità che spesso non vediamo più».

Pertanto il «sogno dantesco medievale è un’immagine di un’Europa unita, che però contiene e onora le sue singolarità. È universalistica e insieme concreta, particolare. Ha anche un suo pluralismo perché il simbolo papale vale per i cristiani, mentre quello imperiale, laicamente, può essere guida anche per i non cristiani. Non è fondata sul mito del mercato, o solo su una moneta unica, ma su un principio spirituale e uno politico, ben distinti ma anche collaboranti».

Il legame storicamente contrastato tra la Scozia e l’Inghilterra potrebbe subire un nuovo scossone. Lo crede lo scozzese Allan Massie, autore di un libro sul casato Stuart appena uscito anche in traduzione italiana (Gli Stuart. Re, regine e martiri, Della Porta editori) il quale, essendosi sempre ritenuto «britannico» ha preso posizione – in occasione del referendum indipendentista del 2014 – a favore del legame con Londra. Ma ora, scrive Michelucci, «dopo l’esito del voto sulla Brexit, che rischia di far uscire dall’Europa anche la Scozia nonostante il volere della maggioranza dei suoi abitanti… «si è convinto che abbandonare il plurisecolare legame con Londra sia ormai diventata una necessità». E ritiene che nonostante attualmente le ragioni economiche che spingevano per la divisione abbiano «un fascino molto minore rispetto a tre anni fa», crede che le ragioni politiche siano diventate più forti: ed è anche sua opinione che se ci sarà un nuovo referendum, «stavolta saranno gli indipendentisti a vincere». Ecco che potrebbe tornare di attualità la dinastia di Maria e Giacomo Stuart.