Tumori, un chip per selezionare le terapie

Sul progetto di oncogenomica di Alleanza contro il cancro, il mio articolo pubblicato oggi su Avvenire

informaticaUn progetto innovativo, che vuole portare le terapie oncologiche in Italia a migliori risultati «personalizzati» per il singolo paziente, grazie a un lavoro di rete dei maggiori centri clinici e di ricerca del Paese. Sono tra gli obiettivi resi possibili dal progetto di genomica di Alleanza contro il cancro (Acc), sostenuto dal ministero della Salute, che ha portato allo sviluppo di un «oncochip», una tecnologia diagnostica che aiuterà a catalogare le caratteristiche genetiche del singolo paziente con l’obiettivo di offrirgli le migliori opportunità terapeutiche. «Siamo i primi – ha detto il ministro Beatrice Lorenzin – ad avere avviato un progetto come questo». Quanto mai necessario, visto ogni anno in Italia si registrano 365mila nuove diagnosi di tumore e 177mila decessi.

«I tumori – spiega Ruggero De Maria, presidente di Acc – si sviluppano a causa di alterazioni al Dna che danneggiano una serie di geni. Abbiamo fatto – grazie al supporto di esperti di genomica e di bioinformatica – un ampio lavoro per identificare le alterazioni più importanti che possono dare indicazioni per la terapia e abbiamo realizzato una tecnologia, un oncochip, che consente di farlo a basso costo, realizzato grazie a quella che viene detta “next generation sequency”, vale a dire sequenziamento di nuova generazione. Abbiamo identificato tutti i geni più importanti che possono contribuire al tumore e per i quali ci sono possibilità terapeutiche». Aggiunge Pier Giuseppe Pelicci, direttore scientifico di Acc: «La ricerca sviluppa sempre nuove terapie, che si basano però su alterazioni genomiche molto precise: ogni terapia funziona solo se nel paziente c’è una determinata alterazione a carico di un determinato gene. Ma se non si conoscono le alterazioni genomiche del paziente, non si sa quale terapia fare. Il primo obiettivo di Alleanza contro il cancro è quindi creare un network di ospedali di ricerca (gli Irccs oncologici) che abbia la capacità di sequenziare e quindi screenare tutti i tumori italiani». Da ottobre si partirà per validare l’«oncochip» in alcuni ospedali (dieci Irccs, Policlinico Gemelli di Roma e policlinici di Palermo e di Catania) su mille pazienti di tumore al polmone: «In questo modo si potrà passare dai due-tre geni attualmente esaminati di routine nei test molecolari a centinaia di geni – aggiunge De Maria –. E quasi allo stesso costo. Poi si potrà estendere l’uso del test per tutti i pazienti che abbiano bisogno di una diagnostica molecolare».

Un secondo obiettivo di Alleanza contro il cancro, spiega Pelicci, è di «organizzare trial clinici con i farmaci in sperimentazione (in arrivo solo tra alcuni anni), per offrire il più possibile ai pazienti italiani l’accesso all’innovazione oncologica». E stimolare le aziende farmaceutiche, aggiunge De Maria, «a privilegiare i pazienti in Italia, dove spesso le nuove terapie arrivano con qualche anno di ritardo».

Il terzo obiettivo di Acc è costruire un’infrastruttura informatica che permetta «di incrociare il genoma del singolo paziente – spiega Pelicci – con le banche dati mondiali. La personalizzazione delle cure non dice solo ogni tumore è diverso dall’altro, ma che la singola persona è al centro della terapia: una sorta di nuovo umanesimo». Sul piano pratico «stiamo dialogando con il Cineca (l’infrastruttura informatica italiana): sarà una specie di collegamento cloud.

E al Cineca (che è parte dell’europea Elixir) si collegheranno gli ospedali». E il concetto di rete è cruciale: «Lavorando sui medesimi protocolli e sulle stesse linee guida, l’obiettivo – puntualizza Pelicci – è che il paziente sia trattato a Palermo come è trattato a Torino ». Un obiettivo su cui ha investito anche la Regione Sicilia: l’assessore alla Salute Baldassarre Gucciardi ha finanziato la partecipazione dei centri di Palermo e Catania alla rete della sperimentazione sul tumore al polmone. Dall’anno prossimo si effettueranno trial su altri tumori per i quali ci sono o stanno per essere approvati test diagnostici molecolari: melanoma, del colon poi forse di mammella e ovaio.

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