Il progetto Wonderful work: i «cacciatori di teste» alla prova della disabilità

Il mio articolo uscito oggi su Avvenire dedicato al progetto Wonderful Work: selezioni dei giovani con sindrome di Down in vista di un possibile inserimento nel mondo del lavoro

20160319_112056Alcuni sono tesi e impacciati, altri più sciolti e sorridenti. Per tutti si tratta di un’opportunità da non sprecare: sono i 27 giovani con sindrome di Down (Sd) che ieri a Milano sono stati «esaminati» da 12 selezionatori professionisti in vista di un possibile ingresso nel mondo del lavoro, uno dei terreni cruciali per un percorso di piena inclusione sociale. Era il secondo appuntamento di selezione del progetto Wonderful Work (www.wonderfulwork.it), nato nell’autunno scorso dalla collaborazione fra tre associazioni (le milanesi Agpd e Vividown e la monzese Capirsi Down), che punta a mettere in relazione le capacità dei ragazzi con la sindrome di Down con le esigenze delle aziende, grazie alla mediazione di consulenti selezionatori. C’è chi risulterà avere già i requisiti ed essere adatto al mondo del lavoro, e chi ancora necessita di migliorarsi. «Questi ragazzi possono creare valore all’interno del mondo del business – spiega Angela Paladino di Trevisearch (hanno collaborato anche Manpower, Adecco, St Microelectronics, Bnl-Bnp Paribas): da un lato per la responsabilità sociale d’impresa si crea un’operazione di marketing positivo sull’azienda; dall’altro inserire un ragazzo con una disabilità intellettiva obbliga le persone “normodotate” a uscire dai loro stereotipi rispetto alla disabilità e alla normalità. Ci sono molte cose che questi ragazzi possono fare, a condizione che l’inserimento risulti possibile». Anche per i selezionatori è un’esperienza costruttiva: «È un’occasione anche per me – aggiunge la collega Daniela Piccolo – di utilizzare le mie competenze in un contesto diverso». Significativo il commento di una ragazza: «È stato bello, fate sempre molto per i nostri genitori, questo invece è stato proprio per noi».