«Sanità lombarda efficiente, ma occorre investire»

I dati lombardi del rapporto Osservasalute 2013, realizzato dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane, che ha sede presso l’Università Cattolica di Roma. Il mio articolo pubblicato sulle pagine milanesi di Avvenire lo scorso 17 aprile.

images-2La sanità in Lombardia gode di u­na situazione generalmente fa­vorevole, con un ottimo rappor­to costo-efficacia, che si traduce anche in indicatori di salute dei cittadini spes­so migliori della media nazionale. Da segnalare è però la maggiore inciden­za della spesa privata per l’acquisto dei farmaci. Non si devono tuttavia tra­scurare investimenti di risorse per il fu­turo, perché i risultati positivi sono il frutto di scelte degli anni scorsi. Sono le conclusioni che emergono dall’edi­zione 2013 del Rapporto Osservasalu­te, pubblicato dall’Osservatorio nazio­nale sulla salute nelle regioni italiane, che ha sede presso l’Università Catto­lica di Roma ed è coordinato da Walter Ricciardi (direttore del dipartimento di Sanità pubblica del Policlinico Gemel­li) redatto da 165 esperti di diverse branche distribuiti in tutto il Paese.

Se il dato della speranza di vita alla na­scita in Lombardia è più alto della me­dia nazionale (79,6 anni contro 79,4 de­gli uomini; 84,7 contro 84,5 delle don­ne), i dati relativi agli sti­li di vita mostrano più di una criticità. Più alta della media nazionale è la quota di fumatori (22,5% contro il 21,9% tra gli over 14), e i gio­vani tra gli 11 e i 18 an­ni che consumano al­colici è del 14,2% nei maschi (solo un decimo in più della media nazionale) ma ben il 14,3% del­le femmine, mentre in Italia è dell’8,4%. Altro dato negativo è il record nazio­nale di incidenti stradali: ben 35.398 nel 2012. Positivo invece il dato sulla pratica sportiva, che vede la Lombar­dia al terzo posto (dopo Provincia di Trento e Veneto) per quota di cittadini che fanno attività fisica continuativa: 26 ,8 % (21 ,9% la media nazionale). Un dato che si riversa anche sulla minore quota di persone in so­vrappeso: 32,6% contro il 35,6% (per i minori 24,2% contro il 26,9%). Si conferma il più bas­so in Italia il rapporto tra spesa del sistema sani­tario regionale e pil: in Lombardia è al 5,47% (media nazionale 7,04%). Altro record regionale è la mi­nore spesa per cittadino per coprire il costo del personale dipendente del ser­vizio sanitario: 516,8 euro contro una media nazionale di 596,3. Importante anche il fatto che la Lombardia pre­senta la più elevata percentuale di di­pendenti del servizio sanitario di età inferiore ai 30 anni. Mentre un segna­le di efficienza organizzativa è la de­genza preoperatoria, che ha una media di 1,69 giorni, inferiore a quella nazio­nale (1,81). In crescita la spesa farma­ceutica in compartecipazione: ogni cit­tadino spende di tasca propria il 13,7% della spesa pro capite totale, mentre la media italiana è ferma al 12,2%.

«Questi risultati – commenta Francesco Auxilia, docente di Igiene dell’Univer­sità di Milano e referente per la Lom­bardia per Osservasalute – sono il frut­to delle scelte degli anni scorsi. Ma vi­sto l’invecchiamento della popolazio­ne occorre continuare a investire in sa­nità secondo un’attenta valutazione dei bisogni futuri, altrimenti potrebbero peggiorare gli indicatori di salute».